Antiquarium Arborense - Museo Archeologico e Storico Artistico "P. Pau"

Tipo Punto: 
Museo
Località: 
Oristano

Il fulcro del NUOVO ANTIQVARIVM ARBORENSE, al termine dei lavori di adeguamento degli impianti, eliminazione delle barriere architettoniche e realizzazione di spazi espositivi multimediali, è costituito dalla ricomposizione dell’intera collezione archeologica dell’Avvocato Pischedda, acquistata dal Comune di Oristano nel 1938, e dal suo inquadramento nel clima culturale dell’Archeologia mediterranea, vicino orientale, anatolica, africana dell’800 e nel clima culturale dell’archeologia-antiquaria della Sardegna.

Il museo si articola su due livelli: al piano terra la prima I sala e il museo tattile, al piano superiore la seconda sala, la sala retabli, la sala video e la sala per le esposizioni temporanee.

I sala - La sabbia del tempo
La sala intende presentare un quadro, rapido come la sabbia del tempo di una clessidra, della storia del territorio dell’Oristanese, dalle origini dell’insediamento umano in fase neolitica antica (7500 anni fa), richiamato dalla ossidiana del Monte Arci, oggetto di un intenso commercio internazionale, alla diffusione dell’uomo nel neolitico medio e recente nel Sinis, nel Montiferru, nel Campidano, nel Barigadu, fino alla comparsa dei metalli (il rame) e del bronzo.
A partire dal 1500 e fino al 1000 si estende la cultura nuragica con numerosi ed importanti nuraghi in questo territorio.
Dopo il 1000 inizia una cultura, frutto degli incontri mediterranei con i micenei, i ciprioti e i levantini, che da un lato si richiama all’età dei “giganti” costruttori dei nuraghi e delle tombe “dei giganti”, dall’altro costruisce templi a pozzo, a “megaron” e a “rotonda”, spesso in conci squadrati; realizza centinaia di statuette in bronzo e, a Mont’e Prama, nel Sinis, erige un popolo di statue di guerrieri colossali in calcare, accanto alle tombe individuali degli “eroi” inumati.
Verso il 630 a.C. i Fenici costruiscono insieme a gruppi di Sardi le due città di Othoca (Santa Giusta) e Tharros. Seguirà intorno al 520 la fondazione del “mercato nuovo” cartaginese di Neapolis. Queste città crescono in età cartaginese (fino al 238 / 237 a. C.) e, successivamente in età romana, accanto alle nuove città di Cornus, Uselis e Aquae Ypsitanae-Forum Traiani. Il cristianesimo si diffonde a partire dal IV secolo d. C. Poi verranno i Vandali, i bizantini, gli Islamici e i re o Giudici d’Arborea la cui storia sarà narrata nel Museo regionale della Sardegna giudicale nel barocco Palazzo Arcais, che prospetta sulla via Dritta.

Museo tattile
Il Museo tattile presenta una selezione di oggetti delle varie fasi culturali rappresentate nel Museo, realizzati per essere “letti” attraverso le mani dei bambini, degli ipovedenti e dei non vedenti.
Inoltre, sono presenti dei modelli di opere d’arte medievale e cinquecentesca della sala retabli, della Cattedrale e della chiesa di San Francesco di Oristano.

II sala - La famiglia dell’antiquario
In questa sala la goldoniana famiglia dell’antiquario è formata naturalmente dal protagonista, l’avvocato Efisio Pischedda, ma anche da tutti i suoi predecessori, oristanesi e non, che vivevano terque quaterque beati nella contemplazione dei loro ori, delle gemme, dei vetri iridescenti. A far corona a questa famiglia sono gli archeologi che hanno ricostruito con i loro scavi e le loro infuocate passioni il mondo antico, da Schliemann a Evans, da Champollion a Rawlinson, a Austen Layard, Paul Émile Botta fino a Wolley, e gli italiani nella loro patria e nelle loro missioni all’estero (da Pigorini, a Orsi, a Halbherr e Pernier, a Gàbrici, Ducati, Minto etc. ). Gli archeologi vengono raccontati attraverso manoscritti e edizioni originali dei loro libri e con pannelli che ricreano le loro fisionomie e i loro scavi.

Fungono da introduzione diretta ad Efisio Pischedda archeologi e storici sardi: da Alberto Lamarmora, Vittorio Angius, Giovanni Spano e Gaetano Cara. Questi ultimi due, legati da una forte amicizia, si scontrarono per un ventennio dopo la conquista da parte dello Spano del Rettorato dell’Università di Cagliari (da cui dipendeva il museo retto dal Cara). Al Cara si imputa la vendita di ingenti collezioni tharrensi e l’acquisizione per il proprio Museo dei falsi idoli sardo-fenici.

Sala retabli
La sala ospita:
• Due scomparti di retablo di bottega catalana del principio del ’400 (Madonna e Bambino con angeli musicanti e San Martino), da San Francesco di Oristano.
• Retablo smembrato di San Francesco con le stimmate di Pietro Cavaro (circa 1533), da San Francesco di Oristano
• Retablo smembrato della Madonna dei Consiglieri tra Sant’Andrea e San Giovanni Battista di Antioco Mainas del 1565, dalla cappella del palazzo comunale.
• Stemma del Regno di Spagna e acquasantiere con stemma di Oristano del 1561. Iscrizioni commemorative di restauro del ponte del Tirso nel ’700 e della chiesa oristanese di San Vincenzo martire (1656).

Indirizzo: 
Piazza Corrias
Telefono: 
0783 791262

Orari:
L'Antiquarium Arborense apre tutti i giorni dell'anno (tranne Natale, Capodanno e Santo Stefano) con il seguente orario:
dal lunedì al venerdì orario continuato 9.00-20.00;
sabato e domenica 9.00-14.00 e 15.00-20.00

Orario estivo dal 4 luglio all'11 settembre 2016:
lunedì-venerdì: 9.00-14.30 e 15.30-21.00
sabato e domenica: 9.00-14.00 e 16.00-21.00

Tutti i martedì dal 5 luglio al 30 agosto 2016 l'apertura serale è prevista dalle 18.00 alle 23.30.

Biglietti visita Museo:                   

Intero € 5,00              
Ridotto € 2,50 (6-26 anni, gruppi oltre 15 persone, oltre 65 anni) 
Gratuito (0-6 anni, disabili, n.1 accompagnatore per gruppi oltre 15 persone)                     

Le visite guidate sono incluse nel prezzo del biglietto 
-------

Biglietti visita guidata nel centro storico di Oristano:                   
Biglietto unico visita guidata nel centro storico di Oristano (su prenotazione anche in lingua inglese, francese e spagnola): € 5,00 a partecipante.

Posizione

GPS: Lat. 39° 54' 15.5664" N - Lon. 8° 35' 32.9316" E