Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola Mal di Ventre

Tipo Punto: 
Parco Marino
Sito Ambientale
Località: 
Cabras

Istituita con Decreto del Ministero dell'Ambiente il 12 Dicembre 1997. La Gestione è affidata al Comune di Cabras. L’area marina protetta, con quasi 300 chilometri quadrati  di mare, comprende circa 35 chilometri di costa  ricadenti per intero nel territorio di Cabras.  
Con la sua estensione, una delle maggiori d’Italia,  abbraccia i tratti di mare e della costa più significativi  della penisola del Sinis, da Su Siccu, nel golfo di Oristano,  alla scogliera nord-occidentale di Su Tingiosu.  
La conformazione della costa è a tratti bassa e sabbiosa,  a tratti rocciosa, con piccole scogliere o imponenti  formazioni a falesia (Su Tingiosu).  Nel mare si stagliano due affioramenti ancora incontaminati:    
-  la granitica Mal di  Ventre, il cui nome  è deformazione  settecentesca del  dialettale “malu  bentu” = cattivo  vento, frequentata  da conigli ed  uccelli migratori  (gabbiano corso,  gabbiano reale, cormorano,  berta maggiore  e minore);  
-  lo scoglio basaltico  del Catalano,  lungo 250 m e alto  12 m, che in passato ospitava una colonia di foche monache (testimo   nianza del La Marmora, XIX secolo).

L’ambiente subacqueo che contraddistingue quest’area  protetta, una delle più estese d’Italia, è alquanto  vario. Esso è costituito da fondali sabbiosi e coralligeni  ricoperti da praterie di Posidonia oceanica a seconda  delle situazioni (prevalentemente su substrati  sciolti), da falesie basaltiche subacquee (i basalti  colonnari del Catalano), da grandi blocchi granitici (a  Mal di Ventre) che presentano anfratti e/o piccole  grotte che ospitano organismi bentonici, pesci di ogni  tipo, molluschi e crostacei.  Il fondo è un’esplosione di colori, con coralli, madrepore,  spugne, spirografi, mentre in superficie molto  spesso compaiono delfini e tartarughe marine.  Ma il Sinis di Cabras, a ridosso del mare verso l’entroterra,  vanta un ecosistema umido di eccezionale interesse,  che per vastità in Italia è secondo solo al Delta  padano e all’Estuario veneto.  
Il comparto delle zone umide è costituito da una  miriade di corpi idrici dalle differenti caratteristiche:   
-  stagni temporanei (per tipologia simili al Sal ’e Porcus  ma meno estesi, all’intorno dei corpi idrici maggiori),  
-  stagni perenni (Cabras), stagni retrodunali, lagune e  acquitrini,  
-  la laguna di Mistras che ospita stormi di fenicotteri  composti da migliaia di individui, mentre in tutti gli  stagni del sistema nidificano specie rare quali il  fistione turco, il gabbiano roseo e l’airone guarda- buoi.

Durante l’inverno migliaia di uccelli scelgono  questi siti per lo svernamento.   La rilevanza ornitologica dell’ecosistema è tale che  tutti questi stagni e lagune, la cui estensione e di  quasi 3000 ettari (il 50% di quelli presenti nella provincia  di Oristano ed il 25% della Sardegna), sono  assoggettati alla “Convenzione sulle Zone Umide di  importanza internazionale” firmata a Ramsar nel 1971.  Ma non solo, il valore di queste Zone Umide è anche  avvalorato dalla loro inclusione nell’elenco dei Siti  d’Interesse Comunitario (SIC) ai sensi della Direttiva  Comunitaria Habitat (92/43) con ciò a significare il  loro valore Internazionale.  La zona comprende anche il Parco comunale di Seu  che confina, affacciandosi, sull’area marina protetta.  
Seu è un biotopo costiero caratterizzato da una formazione  rocciosa calcarea tipica ed esclusiva.  La sua fisionomia è quella della macchia mediterranea  dove prevalgono la palma nana, il lentisco, il rosmarino  insieme a diverse specie di orchidea selvatica, all’iris, alle speronelle e ad altri rari endemismi sardi.  
Sono paesaggi che definiscono micro-habitat ideali  per numerose specie di uccelli (soprattutto pernici,  gheppi e falchi pellegrini), di mammiferi e di rettili  tra i quali primeggiano le tartarughe della specie marginata.

Posizione

GPS: Lat. 39° 55' 33.3912" N - Lon. 8° 32' 7.0188" E