Cattedrale di Santa Maria Assunta

Tipo Punto: 
Chiesa
Località: 
Oristano

Il giro della città si può fare comodamente a piedi all’interno del centro storico ed ha inizio da piazza Manno, spazio alberato dove si apriva una delle porte medievali della cortina muraria che proteggeva Oristano (Porta Mare). Da piazza Manno ci si avvicina al duomo percorrendo via Vittorio Emanuele su cui si affaccia il palazzo Arcivescovile, edificato dai Piemontesi, rimaneggiato e ricostruito in parte all’inizio del XX secolo. Conserva
al suo interno un dossale di altare con una Madonna col Bambino nella parte centrale, opera attribuita a Memmo di Filippuccio.


A fianco del Palazzo – un tempo luogo di sepoltura dei giudici D’Arborea – troviamo una scalinata che porta alla cattedrale di Santa Maria Assunta, con il grande campanile quattrocentesco a pianta ottagonale. Fu edificata in forme gotiche su fondamenta più anti-che intorno al 1228 ad opera di artisti lombardi, per volontà del giudice Mariano e dell’arcivescovo Torchitorio. Agli inizi del 1700 venne rifatta e lo stile originario
andò perduto per sempre.

L’unico ambiente superstite del tempio duecentesco è la cappella del Rimedio in puro stile gotico, con la volta a crociera gemmata. Subito all’entrata si può ammirare una balaustra composta di due frammenti di ambone romanico con interessanti  assorilievi, eseguiti da artista pisano dell’XI secolo. Sull’altare è posta la statua marmorea della Madonna del Rimedio, opera del XIV secolo. All’interno lo stile è composito: dal barocco si passa al neoclassico, con il transetto di Giuseppe Cominotti, fino al gusto contemporaneo, con la decorazione della navata.

La prima sosta nella cattedrale oristanese è da farsi nella cappella a destra, dove si può ammirare la bella e delicata statua lignea trecentesca di Nino Pisano che raffigura l’Annunciata; nella seconda cappella a sinistra dedicata a San Giuseppe, sempre in legno policromo è da notare un retablo settecentesco, opera di artisti spagnoli. Quattro stendardi tolti ai Francesi, che nella prima metà del XVII secolo assediarono la città e furono ricacciati in mare, fanno mostra di sé sulle pareti dei due bracci del transetto.

Dopo la sagrestia dei Beneficiati sulla sinistra si accede all’archivietto, a pianta quadrata e cupola emisferica, costruito intorno alla prima metà del XVII secolo per ampliare l’antico coro. Ricco e vario è il Tesoro del duomo, conservato nell’aula capitolare: tele del Settecento, argenterie, paramenti sacri e antichi corali miniati. Un tempo la chiesa serviva come luogo di sepoltura delle famiglie giudicali, antiche glorie locali di cui purtroppo oggi non rimane alcuna traccia, a causa degli interventi di aragonesi, spagnoli, invasioni e restauri poco accurati.

Sul sagrato del duomo si affaccia il Seminario Tridentino, ultimato intorno alla metà del XVIII secolo, con colonne in granito che probabilmente appartennero al duomo del ’200. Di fronte la chiesa della Santissima Trinità (XVIII-XIX secolo).

Posizione

GPS: Lat. 39° 54' 10.3572" N - Lon. 8° 35' 24.54" E