Sinis

Tipo Punto: 
Regione Storica
Località: 
Cabras
Nurachi
Riola Sardo
San Vero Milis
La penisola del Sinis è uno dei luoghi della Sardegna più ricchi di fascino, sia  per la varietà e la bellezza dei suoi paesaggi, naturali e antropici, sia per la ricchezza di testimonianze culturali. 
Sono proprio le risorse naturali, della terra e del mare, che rendono questo patrimonio naturale e culturale come unico ed inconfondibile nel contesto mediterraneo occidentale e “area marina protetta”.
Fra Capo San Marco, a sud, e Capo Mannu, nell’estremità nord, si susseguono  lunghe spiagge di sabbia rosa finissima e di bianchissimi granuli di quarzo, intervallate da tratti di imponenti falesie di calcare rosso e di basalto . 
Nell’entroterra il Sinis si caratterizza per un ecosistema umido di straordinario interesse: comprende un notevole sistema di stagni perenni e temporanei, oasi protette dove è possibile avvistare diversi tipi di uccelli quali il fenicottero rosa, l'airone, il cavaliere d'Italia ed altri ancora.
Lo stagno di Cabras, oltre ad essere uno degli ecosistemi palustri più ricchi del Mediterraneo, mostra i segni della vita economica e sociale che da tempo vi si è svolta intorno. Nell’antichità e anche sino a pochi decenni fa la pesca si svolgeva su is fassonis, imbarcazioni realizzate con l'intreccio dell'erba palustre.
la peschiera di Mar’e Pontis, situata tra una fitta rete di canali che collegano lo stagno al mare, è un interessante complesso che si è formato intorno ad una torre spagnola, a pianta quadrangolare, e da altre antiche strutture. Fra i pontili in legno e gli sbarramenti in canniccio si svolge la  cattura del pesce nella "camera della morte".
Ma il Sinis evidenzia anche i segni della storia millenaria del territorio: dal neolitico medio agli oltre 60 nuraghi disseminati nel territorio, al periodo Fenicio Punico e  Romano.
L'area archeologica di Tharros è collocata in una scenografia naturale di straordinaria bellezza. Sito tra i più importanti del Mediterraneo, fondato dai Fenici e successivamente Punica e Romana,  si trovano testimonianze legate  all'aspetto funerario e votivo: due necropoli e un tophet, il tipico santuario fenicio-punico, e i resti della dominazione romana: come le terme, il castellum aquae  ed il cardo maximus (l'antica strada romana lastricata che era la maggiore arteria cittadina).
La città fu abitata fino alla metà dell'XI° secolo d.C., quando, essendo troppo esposta agli attacchi dei Saraceni, venne abbandonata a favore di Aristiane, l'attuale Oristano. Del periodo bizantino la testimonianza più affascinante è costituita dalla chiesetta di S. Giovanni ( V secolo )
Il paesaggio è costellato numerose torri costiere (XVI secolo), a protezione dell’entroterra e degli stagni, fra le quali quella di S. Giovanni, situata sull’altura che sovrasta le rovine di Tharros. 

Posizione

GPS: Lat. 39° 53' 25.8864" N - Lon. 8° 26' 24.3384" E