Pozzo sacro di Orri

Tipo Punto: 
Pozzo Sacro
Sito Archeologico
Località: 
Arborea
La fascia costiera meridionale della laguna di Marceddì e di San Giovanni è popolata da una compatta distribuzione di nuraghi in corrispondenza di approdi naturali. La ricchezza del comprensorio nel Bronzo Finale (fine XII-inizi IX sec. a.C.) è testimoniata dal complesso di bronzi figurati del ripostiglio di S’Arrideli nel vicino territorio di Terralba e dal tempio a pozzo di Orri, ubicato in prossimità della salina di Pauli Pirastu, all’estremità sud-occidentale del territorio comunale di Arborea. Tra i monumenti del territorio il pozzo sacro di Orri s’impone per la sua rilevanza e per gli importanti materiali rinvenuti. Il tempio ripete la struttura dei più celebri edifici di culto nuragici, come ad esempio i templi di Santa Cristina di Paulilatino, Su Tempiesu di Orune, il piccolo tempio a pozzo di Cuccuru S’Arriu di Cabras, il pozzo sacro di San Salvatore di Gonnosnò ed altri, come quello di Mitza Nieddinu, nel non lontano territorio di Guspini.
Il pozzo s’impone all’attenzione sia per la sua originaria natura di monumento cultuale nuragico, sia per il rinvenimento di frammenti di statuine fittili riferibili a culti salutiferi e attestanti il perpetuarsi dell’uso in periodo tardo punico. Ad accrescere l’importanza del rinvenimento si aggiunse la stretta correlazione con le terracotte votive rinvenute nella città antica di Neapolis che dista da Orri appena 6 chilometri. In attesa di indagini più approfondite si segnala inoltre il rinvenimento di grande interesse nei depositi di Tanca Marchesa e Pauli Putzu a Terralba di terracotte plasmate a mano di devoti sofferenti degli stessi tipi di quelli di Neapolis e di Orri. Lo scavo, condotto da Emerenziana Usai e Raimondo Zucca, con Barbara Sanna e Alice Meloni, ha permesso di delineare il doppio paramento superiore della camera del monumento, di cui è stato possibile mettere in luce solo tre filari in blocchi basaltici in struttura isodoma. Il tempio a pozzo è costituito dalla camera ipogeica a nord, costituita da blocchi in basalto degradanti e disposti a filari non perfettamente ordinati in opera sub-poligonale, dalla scalinata e dall’atrio posto a sud. L’indagine nel lato Ovest dell’atrio ha anche evidenziato una struttura, di cui residuano due lati, databile ad età postmedievale. I materiali recuperati finora indicano una frequentazione dell’area dall’età del Bronzo Recente e Finale fino ad epoca postmedievale.
Il riutilizzo del pozzo nuragico di Orri a scopo cultuale vede il suo floruit fra il IV e il III secolo a.C. quando all’antico culto delle acque praticato nel pozzo sacro nuragico si sovrappose il culto punico di una divinità salutifera con poteri taumaturgici, cui vennero votate le statuine rinvenute.
Fonte: Mont 'e Prama e i Monumenti Nuragici dell'Oristanese - Delfino Editore - Autori: Emerenziana Usai/Raimondo Zucca

Posizione

GPS: Lat. 39° 43' 54.4908" N - Lon. 8° 30' 51.8688" E