Pozzo sacro di San Salvatore

Tipo Punto: 
Pozzo Sacro
Sito Archeologico
Località: 
Gonnosnò
L’area archeologica di San Salvatore occupa la sommità della collina denominata Mitza Santu Srabadori posta a sud della frazione di Figu in comune di Gonnosnò. L’area archeologia non costituisce una presenza isolata in questa porzione di territorio in quanto a poca distanza dalla collina in cui sorge il pozzo, in direzione est, si conservano importanti resti di epoca nuragica con le tombe di giganti de Is Lapideddas, già oggetto di indagini archeologiche negli anni passati, mentre i resti di un nuraghe, denominato “Soru”, si osservano sull’omonima collina a 171 metri s.l.m., al confine con il comune di Curcuris, distante circa 1 chilometro in direzione sud-orientale dall’area di San Salvatore. Il monumento era noto sin dall’epoca del Taramelli, che nel 1918 ne pubblicò una breve notizia in una nota dell’articolo relativo al tempio a pozzo di Santa Anastasìa di Sardara, sottolineando la raffinatezza della copertura del vano scala. L’area archeologica è stata indagata scientificamente nel 2001-2002 da Emerenziana Usai della Soprintendenza Archeologica di Cagliari e Oristano, con Maria Cristina Ciccone. Il tempio a pozzo presenta gli elementi canonici di questo tipo di monumenti: l’atrio, la scalinata e la tholos sotterranea, realizzati in marna locale. Attraverso un passaggio di forma trapezoidale fortemente rastremata, sottolineato da un architrave di forma parallelepipeda irregolare, attualmente disassato, si accede al vano scala. Esso è costituito da un corridoio lungo circa m 6, con andamento discendente a raggiungere la camera sotterranea.
La copertura è realizzata a piattabanda, mediante l’impiego di blocchi di grandi dimensioni, per la maggior parte parzialmente sovrapposti ed in aggetto, e solo per un breve tratto perfettamente affiancati. La camera di pianta circolare (diametro circa m 2,20), risulta parzialmente scavata nella roccia naturale e conserva integra la propria copertura a tholos.
Il monumento presenta elementi di riutilizzo successivi all’età nuragica.
L’imboccatura del pozzo era delimitata lateralmente da due strutture murarie realizzate in epoca recente. Davanti all’ingresso del pozzo alcune murature, edificate in momenti differenti, inglobavano l’accesso al vano scala. Al di sotto degli strati di accumulo, presenti nell’area antistante all’ingresso del pozzo e databili in epoca bassomedievale, sono stati individuati due allineamenti murari che verosimilmente sono pertinenti al più antico atrio d’ingresso al pozzo, relativo alla sua realizzazione in età nuragica. Di grande interesse le testimonianze della frequentazione rituale in età punica dell’atrio antistante il tempio a pozzo, dove si presenta riutilizzato un elemento betilico.
Fonte: Mont 'e Prama e i Monumenti Nuragici dell'Oristanese - Delfino Editore - Autori: Emerenziana Usai/Raimondo Zucca

Posizione

GPS: Lat. 39° 45' 2.6388" N - Lon. 8° 51' 43.1712" E