Scala ’e Cresia

Tipo Punto: 
Nuraghe
Sito Archeologico
Località: 
Morgongiori
Il santuario di Scala ’e Cresia è sicuramente uno dei monumenti più rilevanti del territorio dell’Oristanese e della Sardegna. L’area archeologica è inserita all’interno del complesso vulcanico del Monte Arci, situato nella Sardegna sud-occidentale, in un ambiente naturalistico di rara bellezza, dove il bene archeologico si coniuga felicemente col bene paesaggistico. Al tempio, ricavato in una parete di aspre daciti plioceniche, si arriva attraverso camminamenti di macchia mediterranea e lecceti che si estendono anche di fronte alla parete rocciosa. Il santuario ipogeico di Scala ’e Cresia, in passato comunemente definito Sa Domu o Sa Grutta de is Caombus, è ubicato in regione Masoni Mannu. La rilevanza del tempio ipogeico fu evidenziata negli anni Cinquanta del secolo scorso da C. Puxeddu, nel suo lavoro di censimento nella zona del Monte Arci per la tesi di laurea e negli anni Sessanta all’interno di studi sulle grotte. La Soprintendenza rivolse il suo interesse già a metà degli anni Settanta. Il complesso nuragico ipogeico di natura sacra consta di una scala in pietra basaltica squadrata, larga circa m 1, di cui sono visibili tre rampe intervallate da due pianerottoli. La scala, in alcuni gradini, presenta in rilievo incavi circolari interpretabili come coppelle. La simbologia, la scala che ripete la gradinata dei templi a pozzo, l’ambiente infero e arcano, fanno presupporre la presenza di un tempio ipogeico nuragico. All’esterno, in prossimità del presunto ingresso principale è presente, a circa m 40 dalla fessura che conduce al tempio, una costruzione circolare megalitica a tholos nuragica, presumibilmente in stretta connessione col pozzo, oggetto di scavo archeologico alla fine degli anni Novanta del secolo scorso da parte della Soprintendenza Archeologica di Cagliari, condotti da Emerenziana Usai con Maria Lucia Atzeni.
La costruzione ha un diametro di m 5,40 e altezza residua di m 2,90.
È orientata lungo l’asse NE e si addossa alla parete Est di uno sperone roccioso. All’interno del vano sono ricavate cinque nicchie poste su due ordini, a m 0,40 e a m 1,20 dal pavimento lastricato. La presenza di queste nicchie, interpretabili come stipetti e presenti anche nelle Capanne delle riunioni di Barumini e di Santa Vittoria di Serri, dove venivano celebrati gli atti civili e religiosi della comunità, orienta verso un’interpretazione della costruzione megalitica come luogo per i sacerdoti e gli addetti al culto, avanzata già prima dell’indagine scientifica e confermata dagli elementi di scavo.
Fonte: Mont 'e Prama e i Monumenti Nuragici dell'Oristanese - Delfino Editore - Autori: Emerenziana Usai/Raimondo Zucca

Posizione

GPS: Lat. 39° 45' 25.3188" N - Lon. 8° 46' 3.18" E