Identità e Tradizioni

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Chiesa

Ghilarza

La chiesa di San Pietro apostolo di Zuri, frazione di Ghilarza (OR) è un'architettura del XIII secolo, in stile romanico lombardo con elementi gotici, fu costruita per volontà del re o giudice di Arborea Mariano II progettata e costruita dall'architetto Anselmo da Como, il cui nome è riportato su un'epigrafe in facciata. Nella stessa epigrafe, oltre al nome dell'architetto, è riportata anche la data della consacrazione della chiesa 1291.


Chiesa

Bosa

A circa due chilometri dal centro abitato, nella lussureggiante campagna bosana, venne edificata, nel sito della Bosa Vetus, la Cattedrale di San Pietro, uno degli esempi più significativi di architettura romanica in Sardegna.
Il luogo di culto sorse sugli antichi ruderi del Municipium romano, come testimoniano le numerose lapidi con iscrizioni che, sino al XIX secolo, erano inserite nella vecchia pavimentazione della chiesa.


Chiesa

Albagiara

La chiesa di San Sebastiano è uno degli edifici, che hanno meglio conservato in se stessi le antiche linee e rappresentano secoli di storia di Albagiara.

Fu il can. Francesco Noga a volere la chiesa agli inizi del 1615.


Chiesa

Assolo

Tra le opere architettoniche più importanti del Comune di Assolo, oltre al caratteristico abitato con le tipiche case in pietra, merita di essere citata la parrocchiale di San Sebastiano, di origine medievale ma ricostruita in epoca barocca.

Il martire Sebastiano, guardia dell'Imperatore Diocleziano convertitasi ai principi del cristianesimo, è considerato il protettore della Chiesa e ne simboleggia la forza spirituale, attraverso cui il credente può rinascere e purificarsi. 


Chiesa

Ales

Costruita nel 1663, quale ringraziamento al Santo per aver risparmiato Ales dalla grande peste del decennio precedente.
Ricostruita quasi integralmente nel 1724 e nel 1838, è stata sottoposta a continui restauri. 


Chiesa

Scano di Montiferro

La chiesa rurale di Sant'Antioco, ubicata a circa 6 km dal Comune. La chiesa fu costruita probabilmente nel 1636. L'edificio è a pianta rettangolare, ad aula unica, affiancato sulla sinistra dalla sacrestia e su entrambi i lati dai "pendentes" o "pennentes", piccoli ambienti la cui funzione fu quella di ospitare pellegrini e devoti che desideravano soggiornare nella località durante il periodo della novena e della festa del Santo. 


Chiesa

Nureci

Del secolo XVII, la Chiesa dedicata a Santa Barbara ha una struttura mononave a croce comissa con cappelle, che si affiancano al presbiterio rialzato rispetto alla navata. Il suo prospetto è a capanna in conci squadrati di trachite di vario colore inoculato dal rosone anulare a cornice sagomata e dall'ampio portale rettangolare mediano. Sul lato destro della chiesa si innalza la torre campanaria a pianta quadrata ed a coronamento cuspidato.


Chiesa

Oristano

L'area urbana del centro storico conserva l'aspetto del vecchio nucleo oristanese, distribuito su strade strette e piccole piazze, case basse in "ladiri" (mattoni d'argilla) e cortili, ma anche qualche palazzotto. Partendo da Via Santa Chiara si trova il monastero delle suore clarisse di clausura e la chiesa gotica di Santa Chiara, rifondata nel 1343 su iniziativa del Giudice Pietro III. Prima tappa è Oristano e precisamente la chiesa di Santa Chiara situata nel centro storico della città, annessa al convento delle Clarisse claustrali.


Chiesa

Bosa

Da una lettera indirizzata al Capitolo della Cattedrale da parte del Vescovo Manca de Cedrelles, sappiamo che i Frati piantarono la croce e posero la prima pietra del convento e della chiesa annessa di S. Maria degli Angeli l’8 dicembre 1608.
I Cappuccini svolsero nel territorio la loro attività religiosa e sociale fino al 1867, cioè per oltre 250 anni, fino a quando furono costretti ad andar via perché il convento e la chiesa vennero espropriate dallo Stato. 


Chiesa

Bosa Marina

La chiesa fu edificata nel 1686, in seguito al ritrovamento, in riva al mare, della statua di una Madonna che fu portata nella chiesetta di San Paolo eremita che sorgeva sopra uno scoglio vicino alla foce del fiume Temo. L’allora Vescovo Sotgia pensò di dare dimora più degna alla Madonna venuta dal mare e fece costruire un nuovo edificio dedicandolo a S. Maria Stella Maris.